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Norme x Imballaggi 3


NORMATIVA
- LAWS and PROVISIONS
  
I requisiti ambientali degli imballaggi fra presente e futuro
(pag.2)

Quest’ultimo, per definizione, diventa un rifiuto non appena ha terminato di svolgere la sua funzione.
L’imballaggio a perdere dovrà essere conforme almeno ad uno dei seguenti requisiti: o sarà riciclabile o sarà recuperabile energeticamente o sarà compostabile.
Nel momento in cui l’azienda progetta un nuovo imballaggio dovrà quindi stabilire quale di questi requisiti in tende soddisfare.
Anche gli imballaggi a perdere che sono già sul mercato devono essere conformi ad almeno uno dei tre requisiti. 
Poiché molti imballaggi sono stati realizzati prima dell’entrata in vigo­re delle disposizioni ambientali, in parecchi casi si 
renderanno necessarie delle modifiche tecniche.
Ma l’analisi non finisce qui.
Infatti, viene anche richiesto che i materiali utilizzati per produrre gli imballaggi non contengano un certo numero di sostanze indesiderate sotto il profilo della salvaguardia ambientale.
A questo proposito esiste per i metalli pesanti un elenco con i relativi limiti di presenza nel packaging.
Invece, le sostanze indesiderate nei processi di riciclaggio, incenerimento e compostaggio non sono state ancora definite.

• Come ridurre la produzione di rifiuti di imballaggio

Si tratta di agire a monte per ridurre la quantità dei rifiuti di imballaggio da gestire ogni anno. In pratica ciò può avvenire nel momento della progettazione dell’imballaggio. con l’accortezza di guardare all’intero flusso dell’imballaggio stesso e alla vita del bene che deve imballare.
Non a caso, la riduzione del peso e del volume per unità di prodotto sono gli interventi più frequenti sull’imballaggio. 
Infatti, le aziende utilizzatrici in questo modo abbinano efficacemente l’attenzione verso l’ambiente e il vantaggio economico, 
spesso rilevante, di acquistare meno materiali di imballaggio. 
Ma. come sempre, il passaggio dalla teoria alla pratica si rileva più complesso.
E’ raro che la riduzione del peso e del volume possano essere applicati al singolo imballaggio, a meno che questo non svolga contemporaneamente le funzioni primarie, di presentazione e di trasporto. Normalmente invece si deve gestire un sistema di imballaggi costituito da un primario a contatto con il prodotto, da un secondario di presentazione e da un terziario per il trasporto.

E’ indubbio infatti che alleggerendo molto ad esempio una bottiglia, sia essa di vetro o di materiale plastico, sarà necessario irrobustire l’imballaggio da trasporto.  
Ma quale sarà il giusto equilibrio?  Sarà meglio alleggerire l’imballaggio a diretto contatto con il prodotto o gli  imballaggi da trasporto? Quali sono i limiti tecnici di questi interventi? Quali e quante prove meccaniche di laboratorio dovranno essere effettuate per evitare i problemi di minore resistenza agli stress del trasporto? 
In certi casi, come ad esempio per i beni durevoli, potrebbe essere opportuno irrobustire il bene per poter ridurre l’imballaggio?
Per ridurre lo spessore del materiale plastico che costituisce il flacone di un noto detergente di arriva ad utilizzare una sofisticatissima tecnologia derivata dal mondo aerospaziale. Diventa così possibile simulare la resistenza al carico del flacone costituito da quantità diverse di materiale. 
Qualcosa di simile viene offerto ai clienti da parte di due produttori leaders del mercato del cartone.  
Vi sono gruppi internazionali nei settori del largo consumo che chiedono da alcuni anni ai loro tecnici riduzioni a due cifre 
percentuali degli imballaggi.  
Alcune primarie società valutano questi interventi anche sotto il profilo dei riflessi sull’impatto ambientale. 
Queste sono solo alcune delle strade che il progettista di imballaggi sta percorrendo, ma il suo compito non finirà qui. 
Infatti troverà altre possibilità di minimizzare i rifiuti di imballaggio studiando le fasi di produzione e movimentazione del bene 
durante tutta la sua vita. Se un unico imballaggio svolgesse contemporaneamente la funzione di trasporto e di espositore fosse 
utilizzato dall’azienda produttrice di imballaggi primari vuoti per le proprie spedizioni. raggiungesse l’industria riempitrice e senza dover essere svuotato potesse passare nelle apposite macchine, se potesse essere posto meccanicamente su un pallet occupandone perfettamente tutta la superficie disponibile, se potesse essere  trasportato occupando perfettamente tutto il volume disponibile, se infine agevolasse l’operazione di posizionamento sullo scaffale del punto di vendita da parte dell’apposito operatore, quanti imballaggi si risparmierebbero? E quanto tempo? Di quanto ridurremmo l’impatto ambientale?
Certamente i risultati sarebbero ottimi su tutti i fronti.

by Istit. It. Imballaggi




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